L’aggressione dei patrimoni mafiosi e il riutilizzo dei beni confiscati

La confisca di un bene e la sua restituzione alla collettività comporta difficoltà complesse, compensate dalla soddisfazione di aver contribuito alla lotta alle mafie. Se ne parla a Pieve il 9 marzo in un convegno regionale

Che l’Emilia Romagna non sia esente dal fenomeno mafioso è fatto noto e dimostrato anche dal significativo numero dei beni sequestrati alla criminalità organizzata di stampo mafioso.

La confisca di un bene e la sua restituzione alla collettività, attraverso il conferimento dello stesso all’Ente pubblico e la riconversione a un utilizzo a finalità pubblica, comporta notevoli difficoltà e introduce l’Ente ricevente in un percorso complesso e spesso irto di ostacoli, anche se certamente compensato dalla soddisfazione di contribuire alla lotta contro le mafie.
Per offrire ad amministratori, funzionari e operatori che si trovano lungo questa strada i cardinali per non perdersi, nasce un convegno regionale che, colta l’occasione per lanciare il dibattito dalla pubblicazione di uno studio realizzato dall’Università di Bologna, si propone di offrire un quadro realistico delle criticità e delle opportunità collegate alla gestione dei beni confiscati.
Uno di questi beni si trova a Pieve di Cento, dove è stato riconvertito a finalità pubblica nel 2014 e trasformato in struttura di accoglienza per famiglie in emergenza abitativa, nonché sede della Polizia Municipale. Di qui la scelta di Pieve di Cento come sede del convegno.

Il convegno, realizzato nell’ambito di un accordo programma con la Regione Emilia Romagna sostenuto dalla L.R.3/2011, si tiene MERCOLEDI' 9 MARZO PRESSO IL TEATRO COMUNALE ALICE ZEPPILLI (segreteria organizzativa: tel. 051 8904847 | )

PROGRAMMA

10.00 | Saluti istituzionali
Sergio Maccagnani, Sindaco del Comune di Pieve di Cento
10.30 | Presentazione del volume L’aggressione dei patrimoni mafiosi e il riutilizzo dei beni confiscati
Stefania Pellegrini, Università di Bologna
11.00 | Dal sequestro al riutilizzo: l’iter delineato dal Codice Antimafia
Stefania Di Buccio, Master in “Gestione e riutilizzo di beni e aziende confiscati alle mafie. Pio La Torre”.
11.15 | La mappatura dei beni confiscati in Emilia Romagna
Federica Terenzi, Master in “Gestione e riutilizzo di beni e aziende confiscati alle mafie. Pio la Torre”.

11.45 | Coffee break

12.00 | Due casi studio: il progetto Il Ponte di Pieve di Cento e il Centro civico di Berceto
Laura Pozzoli, Assessore alle politiche sociali e scolastiche del Comune di Pieve di Cento
Luigi Lucchi, Sindaco del Comune di Berceto
Stefania Narducci, autrice dello studio di caso.
12.45 | Conclusioni
Massimo Mezzetti, Assessore alla cultura, politiche giovanili, politiche per la legalità della regione Emilia Romagna

Segue dibattito

Modera Gian Guido Nobili, Responsabile Area Sicurezza Urbana e Legalità - Regione Emilia Romagna.

E’ gradita conferma di partecipazione

In concomitanza con il convengo sarà allestita, nell’atrio del Palazzo Municipale di Pieve, piazza Andrea Costa 17, la MOSTRA FOTOGRAFICA di Ivano Adversi e Alessandro Zanini a cura di Cristina Berselli e Federica Terenzi, promossa da Associazione TerzoTropico e Libera Emilia Romagna in collaborazione con il Master Universitario “Pio La Torre” Gestione e riutilizzo di beni e aziende confiscati alle mafie diretto dalla Dott.ssa Stefania Pellegrini. La mostra sarà visitabile fino a mercoledì 16 marzo.
RIPRESI - I beni confiscati alla criminalità organizzata in Emilia-Romagna

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