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La nostra scommessa su uno sviluppo sostenibile

Una programmazione comune per le amministrazioni locali della Reno Galliera

Progettare un territorio significa prima di tutto conoscerne in maniera approfondita lo sviluppo: quindi prima di scrivere il Documento preliminare, che viene illustrato nelle sue linee essenziali nelle prossime pagine, abbiamo dovuto analizzare come sono cresciuti e cambiati i nostri Comuni.

 

La nostra analisi è partita da alcuni dati estremamente rilevanti. Negli ultimi quarant’anni la città di Bologna ha registrato una riduzione di 70 mila abitanti (il 15% in meno) a favore della provincia. I Comuni della nostra Associazione sono cresciuti di oltre 21 mila abitanti (il 51% in più).

 

I mutamenti sul piano economico sono stati ancora più forti. È avvenuta una progressiva trasformazione della struttura economica bolognese che è passata dalla prevalenza dell’industria a quella dei servizi: nel settore industriale lavora il 33% dei bolognesi, anche se questa percentuale scende al 16% a Bologna, contro il 46% del resto della provincia e il 44% della Reno-Galliera.

Questo processo ha trasformato in modo radicale l’assetto socio-produttivo della provincia di Bologna, che mezzo secolo fa vedeva al centro una struttura egemone per la cultura, l’industria e il terziario, intorno alla quale c’era in pratica soltanto la campagna.

 

Oggi però, allo squilibrio di ieri si è sostituito un nuovo e altrettanto forte squilibrio socio-produttivo, tra Bologna e l’insieme dei centri provinciali.

Al centro c’è il Comune capoluogo, ormai esclusivamente concentrato sui servizi, con un reddito pro capite tra i più alti d’Italia, ma con elementi di criticità sempre più evidenti: il livello altissimo di traffico, il continuo superamento dei limiti dell’inquinamento, lo spopolamento e l’invecchiamento dei cittadini.

Intorno ci sono i centri della provincia, che fruiscono oggi di una vita tranquilla, in un ambiente certamente meno congestionato e con un vario e vasto sistema di insediamenti produttivi, con un reddito pro capite largamente superiore a quello medio nazionale, con una buona rete di servizi primari, in particolare per i bambini e gli anziani, ma che da soli fanno sempre più fatica a sostenere le ulteriori richieste di qualità del vivere e dell’abitare, tanto più forti sono le richieste dei “nuovi” cittadini, quelli appunto usciti dalla città.

Questo “sistema”, rappresentato dal nostro territorio provinciale, che ha mantenuto Bologna ai vertici delle graduatorie nazionali, oggi comincia a registrare diversi aspetti di criticità, legati in particolare alla congestione del traffico e all’inquinamento che ne deriva, alla pressione elevata sulle risorse naturali, alla perdita di peso del settore manifatturiero.

 

Riprendere il filo della programmazione è dunque una necessità improcrastinabile di cui le amministrazioni locali del circondario Reno Galliera si sono fatte carico, perché l'evidenza dei problemi richiede una pianificazione di ampio respiro per consentire di distribuire i carichi dello sviluppo in una adeguata cornice di garanzie per la mobilità delle persone e delle merci e per la salvaguardia dell'ambiente: in poche parole, scommettiamo su uno sviluppo sostenibile